Pubblichiamo un articolo di Marco Pappalardo, docente al liceo, scrittore e giornalista, uscito sul blog « Il vino nuovo » in cui viene raccontata l’esperienza del Primo Confronto MGS Italia concluso ad agosto di 25 anni fa al Colle Don Bosco.

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Nei giorni scorsi in molti (anche se non in moltissimi a giudicare dai post sui social e con poca eco mediatica) abbiamo ricordato i 20 anni dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Roma, un evento emozionante, profetico, vocazionale, che ha segnato i giovani presenti allora e adulti oggi.

Insieme ad un gruppo del mondo salesiano italiano da alcuni mesi ci troviamo sul web per celebrare un altro evento speciale per il Movimento Giovanile Salesiano (MGS), poiché 25 anni fa si concludeva a Torino il primo “Confronto MGS Italia” con la partecipazione di circa 700 giovani. Collego i momenti, perché hanno avuto la stessa intensità per noi e, con i dovuti distinguo a livello di partecipazione, parlando dello spirito di uno (il Confronto MGS) dirò anche dell’altro (la GMG). Fu un evento di grazia per il Movimento, per la Famiglia Salesiana, per ognuno dei partecipanti! Mi commuove pensare a quei giorni di agosto in cui ci conoscevamo, diventavamo amici, ci veniva posto nel cuore o confermavamo un sogno, spero oggi divenuto una realtà per ognuno di noi. Che storia abbiamo vissuto! Che dono ci è stato fatto!

Quando penso a quei giorni, all’esperienza di Chiesa, di famiglia e di movimento, ai contenuti, ai luoghi tanto significativi (dove hanno vissuto santi come Don Bosco, Madre Mazzarello, Domenico Savio), mi meraviglio ancora di tanta bellezza e gratuità. Ci abbiamo messo tutto il cuore e certamente di più abbiamo ricevuto, e non solo allora o per quel momento, ma oso dire per ogni anno di questi 25 passati.

Alcuni di noi non si sono mai persi di vista, ci siamo cercati e trovati, anche in due, in pochi o in piccoli gruppi; rispetto agli altri – quelli ritrovatici di recente – di una cosa sono certo ripensando agli incontri on line: non abbiamo abbandonato lo sguardo di allora, non abbiamo oscurato quella bellezza, siamo pronti a parlare con il cuore in mano come se non ci fossimo mai lasciati.

In passato è già accaduto altre volte, ma vi assicuro che anche in futuro, se dovessi essere chiamato a parlare del MGS ad altri giovani, potrei parlare di loro, di noi, e dire tutto, facendo così comprendere l’essenza evangelica di “un cuor solo e un’anima sola”. Il resto è frutto del cercare di vivere al meglio dentro questa speciale amicizia e compagnia, anche a distanza di tempo e di luoghi: da qui ancora oggi vengono il servizio, l’impegno, il volontariato, la scelta vocazionale, il senso di appartenenza al mondo salesiano nonostante tutto e le debolezze, la condivisione del carisma.

Non sono un “romanticone” e non scrivo per nostalgia, lo faccio per “una pienezza del cuore”, per gratitudine, perché ciò che si è vissuto di buono va raccontato, per continuare “a narrare una storia che continua con te…con me” (tema-sloga del Confronto MGS 1995). Ci sono eventi che cambiano la vita e, ormai adulti – ce lo siamo detti in questo gruppo social degli animatori – siamo certi che il MGS e quell’esperienza in quei luoghi santi ci ha resi, nel bene e con tutti i limiti, ciò che siamo adesso.

Dunque, meno spensierati di allora, con il cuore salesiano che batte ancora proviamo con la nostra vita a raccontare quell’incontro, a ringraziare, a metterci a servizio “fino all’ultimo respiro”. Siamo cresciuti ed invecchiati, ma rimasti giovani nel cuore, sperando di aver tenuto fede agli impegni di tanti anni fa!

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